Investire in Bot: guida e conteggi per l’acquisto

COSA SONO I BOT?

I BOT sono dei titoli di stato.

A loro volta i titoli di Stato sono obbligazioni emesse periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per conto dello Stato.

La finalità dei titoli di stato è quella di finanziare il proprio debito pubblico.

In parole semplici, lo Stato ha tanti debiti e pertanto per pagarli chiede ai propri cittadini (o a chiunque altro) di farsi prestare dei soldi (tramite l’acquisto appunto dei titoli di stato).

Chiaramente, Lo Stato corrisponderà al sottoscrittore (ossia chi acquista il titolo) gli interessi sulle somme “prestate” (meglio sui titoli acquistati).

Quindi se acquisto 100 con l’interesse del 10%, significa che lo Stato mi dovrà corrispondere 100 (c.d. somma capitale) più 10 (le somme dovute a titolo di interesse, ossia il 10% di 100)

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze emette sul mercato cinque categorie di titoli di Stato.

Ogni tipologia/categoria ha caratteristiche diverse: termini di scadenza, rendimento e modalità di pagamento degli interessi:

Buoni Ordinari del Tesoro (BOT):

  • Sono titoli a breve termine, difatti non superano i 12 mesi. Esistono tre scadenze/durate: 3, 6 e 12 mesi.
  • La modalità di pagamento avviene senza cedole. Il rendimento è dato dallo scarto di emissione

Certificati di Credito del Tesoro (CCT)

  • Titoli della durata di 7 anni.
  • Pagamento con cedole variabili semestrali, legate al tasso Euribor a 6 mesi più una maggiorazione (esistono anche i CCTeu, collegati al tasso euribor invece che al tasso BOT 6mesi)

Certificati del Tesoro Zero Coupon (CTZ):

  • Titoli della durata di 24 mesi. Sono molto simili ai BOT: la differenza sostanziale è la durata.
  • Privi di cedole. Quindi il rendimento è dato dallo scarto di emissione.

Buoni del Tesoro Poliennali (BTP):

  • Titoli della durata di 3, 5, 10, 15 e 30 anni
  • Cedole fisse semestrali;
  • Tra i BTP ordinari si distinguono: Btp Italia (titoli della durata di 4 anni) e Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’Inflazione Europea (BTP€i) (titoli della durata di 5, 10, 15 e 30 anni, nei quali sia il capitale rimborsato a scadenza, sia le cedole semestrali sono rivalutati in base all’andamento dell’inflazione europea)

RENDIMENTO: QUANTO RENDE UN BOT?

Fatto questa breve premessa iniziale, analizziamo nello specifico il caso dei BOT.

Come abbiamo intuito, i BOT sono l’investimento più “sicuro” in quanto a brevissimo termine. Conseguentemente è il meno remunerativo.

Negli anni, il tasso d’interesse con cui lo Stato ha emesso questi titoli è variato notevolmente: nel 1983 il tasso era circa del 18%; oggi siamo al 1% circa (dato indicativo, anche considerando lo stato attuale della politica monetaria).

I BOT sono dei titoli zero-coupon (ossia senza cedola).

Il rendimento è calcolato come differenza tra la somma che il sottoscrittore riceve alla scadenza e la somma che versa al momento della sottoscrizione (ossia il rendimento è dato dallo scarto di emissione).

Per capire tale meccanismo bisogna introdurre due concetti:

  • valore nominale, che è il valore “teorico” (o “cartaceo”) del titolo.
  • valore reale, che è il valore “di mercato” che tiene conto dell’influenza della domanda e dell’offerta sul titolo.

Perfetto!

  • Si tenga presente che il valore nominale dei BOT è sempre 100.
  • Inoltre, il taglio minimo (del valore nominale) è di 1.000 euro e a seguire con multipli di tale cifra.

Facciamo un ipotesi di acquisto passo, passo.

Oggi, voglio comprare € 10.000 di Bot con scadenza 12 mesi (1 anno).

Il valore nominale del BOT, abbiamo, detto che è sempre 100.

Oggi, però il prezzo di mercato del BOT è 97.

Immaginiamo per un attimo che i BOT siano dei certificati di credito cartacei/reali: ossia immaginiamo che quando vado in banca a comprare i BOT, quest’ultima mi rilasci tanti “pagherò” (certificati) con sopra scritto 100 euro con scadenza per l’incasso a 12 mesi dall’acquisto.

Quindi, con 10.000 €, la banca mi rilascia 1.000 certificati con su scritto 100 € e da incassare tra 1 anno.

Bene.

Abbiamo detto però che il prezzo di mercato di oggi è 97.

Quindi io compro dei “certificati BOT” che valgono 100, ma oggi la Banca (dato che non riesce a venderli) me li “svende” a 97.

Pertanto io per comprare 1000 “certificati BOT” oggi pago solo € 9.700 (invece dei 10.000).

Qual è il rendimento ?

Tra 1 anno quando incasserò i miei “certificati BOT”, mi restituiranno € 10.000 (sul titolo c’è scritto che valgono 100€: il famoso valore nominale).

Quindi ho guadagnato € 300.

Con questo semplice esempio abbiamo capito che in realtà i 300€ sono i nostri interessi.

Quindi la differenza tra il prezzo di mercato ed il valore nominale ci indica qual è il nostro rendimento.

Ecco perché si dice che per i BOT il rendimento è dato dallo scarto di emissione.

RENDIMENTO: FORMULA MATEMATICA

Vediamo se siamo diventati bravi.

Secondo quanto detto sopra, il nostro rendimento in percentuale è uguale a:

(Valore nominale – prezzo d’acquisto) / (prezzo d’acquisto * (giorni / 365)) -> tutto moltiplicato 100

Utilizzando l’esempio sopra (BOT a 12 mesi)

( (100 – 97) / (97 * (365 / 365)) ) * 100 = 3.092 %

Quindi se io compro oggi, tra 1 anno ci guadagno il 3.092 %.

Questo però è il rendimento LORDO.

Ci dobbiamo togliere tasse e commissioni bancarie.

LEGGERE IL DOSSIER TITOLI

Cosa è il “dossier titoli” lo sanno “tutti”.

Dato che per comprare titoli ed investire nei mercati è necessaria l’intermediazione della Banca, e considerato che quest’ultima non “poteva” gestire i nostri soldi semplicemente tramite il nostro conto corrente, allora hanno “inventato” il dossier titoli.

Una sorta di “cassetto/deposito” dove sono tenuti tutti i nostri titoli ed azioni.

Sulla scorta di quanto sopra spiegato è facile comprendere le varie voci che troverete nel vostro dossier titoli in seguito all’acquisto ( o per acquistare) dei BOT.

Di seguito riporto alcune voci:

Titolo: viene indicato il nome del titolo (es. per i BOT 12 mesi è BOT-14ST12).

Prezzo di mercato: il prezzo di mercato attuale del titolo (nel caso in cui si volesse acquistare o vendere titoli già posseduti).

Quantità totale: il controvalore dei titoli acquistati. Nel gergo, quando si parla di investimenti si parla sempre menzionando il “controvalore” in euro (o moneta di riferimento). Quindi nella casella “quantità” non trovare il numero di BOT acquistati, ma nello specifico il controvalore di quel numero.

Controvalore (o valore di mercato o similia) : il controvalore dei titoli acquistati al prezzo di mercato (e non al valore nominale). Potremmo dire quanto valgono i miei titoli se oggi li rivendo.

Prezzo di carico: è il valore al quale un investitore ha acquistato un titolo. Esso è costituito non solo dal prezzo pagato per l’acquisto, ma anche da tutte le spese e commissioni pagate all’intermediario (banca o broker) tramite il quale l’acquisto è avvenuto (utile per calcolare il rendimento effettivo).

Prezzo medio di carico: nel caso in cui acquistassimo in più trances diversi pacchetti di BOT, tale voce ci indica la media ponderale del prezzo di carico di ciascun acquisto.

Capital gain: differenza tra il prezzo di carico e il prezzo di vendita. Se positivo abbiamo una plus-valenza; se negativo avremo un minus-valenza.

CONTI IN TASCA

Proviamo ad investire 20.000 euro acquistando BOT e supponiamo un rendimento all’1,2%.

Questo probabilmente non è un buon investimento. Vediamo perché.

Rendendo 1,2% l’anno, abbiamo un rendimento lordo di 240 euro (su € 20.000).

Però dobbiamo detrarre:

• Tassazione sui BOT pari al 12,5% sul rendimento (12,5 % di 240 = 30 euro)

• Canone dossier titoli ( circa 30 euro di tenuta titoli, per i titoli azionari è pari a 60 euro)

• Imposta di Bollo pari a 120 euro (come è nella finanziaria)

• Inoltre, il dividendo lordo (240 euro) va a finire nel calcolo IRPEF e quindi altre tasse.

Conclusione vi rimangono in tasca:

240 – 30 – 30 – 120 = 60 euro meno tassazione irpef

Considerando l’inflazione e qualche altra spesa marginale …