La riforma del processo civile: L. 18 giugno 2009, n. 69 (G.U. 19 giugno, n. 140).

Testi Normativi

LEGGE 18 giugno 2009, n. 69 (in Suppl. ordinario n. 95 alla Gazz. Uff., 19 giugno, n. 140). – Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge:

CAPO I

INNOVAZIONE

Art.1

(Banda larga)

1. Il Governo, nel rispetto delle attribuzioni costituzionali delle regioni e nel rispetto dell’articolo 4, comma 3, lettera h), del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, individua un

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Lavori parlamentari: le schede di lettura del DDL sulla sicurezza

appunto

Segnalo il link per la visione della scheda di lettura del Disegno di legge A.S. n. 733-B “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” (3362 KB), recentemente approvato dal Senato.

Ricordo che il testo di legge deve essere ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

I punti salienti del nuovo testo sulla sicurezza

appunto

Tramite questo breve schema vengono messi in risalto le novità più rilevanti del testo sulla sicurezza approvanto proprio ieri dal Senato.

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

  • Introduzione del reato di ingresso e permanenza illegale nel territorio dello Stato.

Approvato dal Senato il ddl sulla sicurezza: ora si attende la pubblicazione della legge

Testi Normativi

Via libera definitivo del Senato al Ddl sicurezza.

L’iter della legge, avviato l’anno scorso, dopo il primo esame del Senato, concluso nel febbraio di quest’anno, è proseguito alla Camera dei Deputati con l’approvazione del 14 maggio scorso; quindi il rinvio all’assemblea del Senato per la terza lettura. Ieri l’ approvazione definitiva.

Vediamo il testo della bozza definitiva:

Legislatura 16º – Disegno di legge N. 733-B

SENATO DELLA REPUBBLICA
XVI

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Fermo amministrativo: le SS.UU. definiscono la competenza in materia

giurisprudenza

Ordinanza della Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili del 5 giugno 2008 n. 14831, e sentenza della Corte di Cassazione, SS.UU. civili del 11 maggio 2009 n. 10672.

COMMENTO

Le pronunce della Suprema Corte in commento affrontano e definiscono l’annosa questione attinente al procedimento di impugnazione del fermo amministrativo ed in particolare alla giurisdizione competente in tale materia.

Ai sensi dell’art. 86 D.P.R. n. 602 del 1973, l’ente concessionario preposto alla riscossione può disporre il fermo dei beni mobili del debitore o dei coobbligati iscritti in pubblici registri. L’iscrizione del fermo ai sensi del comma secondo del citato articolo deve eseguirsi “mediante iscrizione del provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari a cura del concessionario, che ne dà altresì comunicazione al soggetto nei confronti del quale si procede“.

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L’utente stradale deve essere avvisato della presenza di apparecchiature elettroniche di rilevamento.

giurisprudenza

Sentenza: Corte di Cassazione del 26 marzo 2009, n. 7419

COMMENTO

L’art.  4 del D.L. 20 giugno 2002, n. 121 (convertito in L. 168/02) dispone l’obbligo per gli organi di polizia stradale di informare adeguatamente l’automobilista della presenza di apparecchiature di rilevamento automatico delle infrazioni.

Secondo quanto interpretato dal Ministero dell’Interno, tale norma ha natura meramente “organizzativa”, non inficiando sulla legittimità della sanzione elevata dall’organo accertatore.

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Licenziamento: la prova della soglia dimensionale è a carico del datore

giurisprudenza

Sentenza: Cassazione civile  sez. lav. Del 06 maggio 2009, n. 10445

COMMENTO

Sulla scia di quanto statuito dalle Sezioni unite, il Giudicante conferma che, in materia di applicazione della tutela reale o obbligatoria nel licenziamento, sussiste il seguente riparto dell’onere probatorio: il lavoratore dovrà provare l’esistenza del rapporto di lavoro subordinato e l’illegittimità dell’atto espulsivo; al contrario, rimane a carico del datore di lavoro la prova inerente la soglia dimensionale dell’impresa, affinché trovi applicazione la disciplina della tutela obbligatoria (ossia sia inferiore ai limiti stabiliti dalla L. n. 300 del 1970, art. 18). Chiaramente, il datore di lavoro potrà inoltre di dimostrare la sussistenza del  giustificato motivo del licenziamento.

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Danno da disastro ambientale: risarcimento per il cittadino

giurisprudenza

Sentenza:  Cassazione civile  sez. III del  13 maggio 2009 n. 11059

COMMENTO

Nel  caso in commento la Suprema Corte conferma il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale ai cittadini residenti nelle zone limitrofe, ove, anni addietro, si era verificata la fuoriuscita di diossina da una fabbrica.

Il giudicante, sulla scia di quanto già espresso dalle Sezioni Unite, 11 novembre 2008, n. 26972, esclude il carattere autonomo del c.d. danno esistenziale, il quale, d’altra parte, può ricomprendersi all’interno della categoria generale nel danno non patrimoniale.

Sarà il Giudicante, pertanto, ad “accertare l’effettiva consistenza del pregiudizio allegato, a prescindere dal nome attribuitogli, individuando quali ripercussioni negative sul valore uomo si siano verificare“.

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Intermediazione e interposizione nelle prestazioni di lavoro: utilizzo dei mezzi ed attrezzature della committente

giurisprudenza

Sentenza della Suprema Corte di Cassazione civile  sez. lav.,  13 maggio 2009, n. 11022

COMMENTO

Il legislatore all’art. 1, comma primo, L. n. 1369 del 1960, statuisce il divieto di affidare “in appalto o in subappalto o in qualsiasi altra forma, anche a società cooperative, l’esecuzione di mere prestazioni di lavoro mediante impiego di manodopera assunta e retribuita dall’appaltatore o dall’intermediario, qualunque sia la natura dell’opera o del servizio cui le prestazioni si riferiscono”.

Sussiste peraltro un presunzione di illiceità dell’appalto, ai sensi del terzo comma del succitato articolo, laddove “l’appaltatore impieghi capitali, macchine ed attrezzature fornite dall’appaltante quand’anche per il loro uso venga corrisposto un compenso all’appaltante”.

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Il preuso nel marchio: i caratteri di novità ed originalità.

giurisprudenza

Tribunale  Bari  sez. IV,  14 maggio 2009

COMMENTO

Il concetto di “preuso” del marchio è  una situazione di fatto in cui il soggetto usa/utilizza un marchio, il quale solo successivamente viene registrato da altri soggetti (diversi dal preutente).

Alla situazione di fatto suddetta, corrisponde il diritto di preuso del marchio, il quale attribuisce il diritto ad una utilizzazione in via esclusiva dell’uso dello stesso (generale o locale), nei limiti dello settore settore merceologico e di mercato. Da tale diritto discende anche la possibilità di inibirne l’uso altrui anche al soggetto che abbia ottenuto successivamente  la registrazione del medesimo.

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